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Fermare la corsa alle armi robotiche

Un appello degli esperti di robotica contro il rischio di proliferazione di questi nuovi strumenti di morte
GG
Fonte: Le Scienze - 27 febbraio 2008

Oltre 4000 robot sono attualmente impiegati dalle forze statunitensi in Iraq e le ore di volo compiute da aerei privi di equipaggio dall'ottobre 2006 hanno superato le 400.000. Tutti questi robot sono peraltro controllati e comandati da remoto e la decisione di utilizzare le armi letali di cui possono essere dotati vengono prese da un essere umano.
Tuttavia, in futuro le cose potrebbero cambiare e le armi robotiche potrebbero essere dotate di software decisionale autonomo. Su questo pericolo e sul rischio a una corsa alle armi robotizzate richiama l'attenzione una nota del Royal United Services Institute, in cui Noel Sharkey dell'Università di Sheffield, ricorda come il Dipartimento della Difesa statunitense ha sviluppato una "Unmanned Systems Roadmap 2007-2013" per lo sviluppo di sistemi d'arma robotizzata per il quale si prevede di spendere entro il 2010 quattro miliardi di dollari, cifra peraltro destinata successivamente ad arrivare ai 24 miliardi di dollari.

Pronti a seguire l'esempio americano e a buttarsi nella corsa alle armi robotiche, afferma Sharkey, sarebbero alcuni paesi europei oltre a Canada, Corea del Sud, Sud Africa, Singapore e Israele. Cina, Russia e India starebbero invece già sviluppando velivoli da combattimento privi di piloti.

"La preoccupazione è che non potremo realisticamente richiudere il genio nella bottiglia, una volta uscito. E una volta che ci saranno sarà facile riprodurle", ha dichiarato Sharkey. "Con i prezzi per la costruzione dei robot in caduta libera e la disponibilità sul mercato di componenti pronte per l'assemblaggio non sarebbe richiesta una competenza particolarmente elevata per costruire armi robotiche autonome."

Tutti gli esperti di robotica, osserva Sharkey, sono preoccupati dalla implicazioni etiche dello sviluppo di tali armi robotiche, a partire dal senso di deresponsabilizzazione che che può indurre il fatto che sia il robot a decidere quando e chi uccidere. Ma non solo: "I robot attuali sono macchine ottuse con capacità 'sensoriali' molto limitate. Ciò significa che non è possibile garantire una discriminazione fra combattenti e civili o un uso della forza proporzionato come sarebbe richiesto dalle attuali leggi di guerra."

"Appare evidente che siamo di fronte a una urgente necessità che la comunità internazionale valuti i rischi connessi a queste nuove armi adesso, e non dopo che siano divenute di uso comune."

Note: Articolo al link http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Fermare_la_corsa_alle_armi_robotiche/1324405
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